29 luglio 2010

Prima di partire

Ciao Amore Mio,
sono giorni di preparazione, ci stiamo organizzando per partire per la Vacanza, anche se breve.

Quest'anno abbiamo deciso di andare all'avventura, in campeggio e senza meta predefinita; andremo a Ovest, verso la Francia, e vediamo cosa succede.

Non è la vacanza che ci immaginavamo, e non abbiamo avuto nè voglia nè tempo di pensarne un'altra dopo il 5 Maggio. Le tue sorelline sono abbastanza grandi da poterla fare, con te qui con noi sarebbe stato tutto diverso, anche se, monello e pieno di voglia di fare e andare com'eri, penso che ti saresti divertito anche tu in campeggio (noi un pò meno a rincorrerti ovunque, figurati cosa avresti potuto fare se a casa non ci fossero state le porte...).

Amore Mio bello, non so cosa ci riserverà il Domani.
Non lo sapevo prima che tu arrivassi, non lo sapevo quando sei stato con noi, non lo so adesso.
So che c'è un Vuoto, un Vuoto nel presente e un Vuoto nel domani.
Ma come sarà questo domani e come faremo davanti a questo Vuoto non lo so.

Il Dolore consiste in questo: nel sapere che dove eri tu, adesso c'è un Vuoto, una assenza.
Dove c'era un salotto e un cucciolino che portava in giro una paperella che sbatteva le zampe e suonava, c'è un Vuoto.
Dove c'era una sedia con il seggiolino per darti la pappa, adesso c'è un Vuoto.
Dove c'era una cucina col pavimento pieno di briciole e di cibo che tu sbattevi per terra, adesso c'è un Vuoto.

Non l'ho voluto io, non l'ho deciso io, penso non l'abbia deciso nessuno.
Solo la Natura, il Destino o forse il Caso. Senza che nessuno lo avesse deciso, prima.
E non c'è qualcosa, dopo, che ti riporti tra le mie braccia.
C'è il Niente, il Vuoto della Tua Assenza.

E questa forse è la sola verità che in questo momento percepisco: che dopo, in questi casi, c'è il Niente di un Vuoto, di una Assenza.

Noi viviamo, io e la tua mamma continuiamo ad andare avanti, le tue sorelline ci aiutano parecchio in questo. Portano con sè qualcosa di Te.
Ma se penso a Te, provo soprattutto il senso dell'Assenza.
Non percepisco nulla che mi faccia pensare a un Dopo.

Tu sei con me, nel mio cuore, nei miei pensieri, e non mi dimenticherò mai di tutto quello che sei stato e che ci hai dato. Ti porto con me, sempre e ovunque. E piango e piangerò ancora e a lungo, ripensando a te.

Ma non sei qui con me.
Non ti posso baciare, carezzare e abbracciare.
E allora, non c'è altro da dire: c'è, sopra a tutto, il Vuoto. Il Niente.
Questo forse è la Morte.
Non un Dopo.

Un Niente.

Amore Mio, Cucciolino Biondo,
ti abbraccio e ti bacio.

Il Tuo Papy.

26 luglio 2010

Il Tuo plettro

Ciao Patato Bello,
volevo solo dirti che ieri ti ho portato il tuo plettro preferito, quello nero, quello che mi chiedevi sempre di darti quando suonavamo la chitarra.

Lo prendevi e lo buttavi dentro la cassa, mentre io ti dicevo di no; ovviamente, tu lo facevi lo stesso, perchè dirti di no era come dirti "fai pure".

Io mi immaginavo già mentre ti insegnavo il giro di Do, e poi pian piano tutti gli altri accordi, quando tu fossi cresciuto abbastanza da tenere da solo la chitarra.

Invece il tuo plettro è lì, deposto sulla Tua riva, la riva di quel fiume che ci separa.
E lì rimane, infilato nel bordo della tua fotografìa, nella speranza che non vengano vento o pioggia tali da portarlo via.

La chitarra a volte la uso ancora. E quando suono immagino che tu sia lì con me, ad ascoltarmi. A ballare e muovere il ditino come facevi allora.

Non c'è molta musica nella mia vita adesso.
Solo quel tanto che basta per prendere in mano una chitarra e ripensarti con me.
E' poco, ma ora questa è quella che c'è.
Non riesco a pensarne e a sentirne altra.



Ciao cucciolo bello.
Un bacio, Amore Mio.

23 luglio 2010

La Festa del Triple

Amore mio,

ieri sera ti saresti divertito.

C'erano tanti bimbi, quasi tutti con la loro maglietta dell'Inter.
C'erano tanti amici, quasi tutti con la loro divisa nerazzurra.
C'erano i filmati, il riepilogo del cammino per arrivare a Madrid e quello sulla finale di Madrid.

Sei nato con una sciarpa nerazzurra appesa alla tua culla.
Uno dei primi body che hai avuto è quello che abbiamo comprato sul sito dell’Inter.
Ti ho detto addio con in testa il tuo cappellino dell’Inter, e ho deposto nella tua bara la stessa sciarpa nerazzurra di quando sei nato.
In nome della passione comune che avevamo io e la mamma.

Però, io quei filmati non riuscirò mai in vita mia a vederli con spirito sereno o di festa.
Il 20 e il 28 Aprile, le 2 partite col Barcellona le ho vissute con te in Ospedale.
La prima l'ho vista nella tua camera di ospedale, sul tuo letto, con te che dormivi e io e la mamma lì con te. L'ho vista distrattamente, e senza passione. Come del resto il ritorno, che ho visto parte in camera da te e parte a casa con la Iaia e l'Ali, che avevo già riportato a casa.


La finale, poi, ieri sera l'ho rivista piangendo, come la sera del 22 Maggio in diretta, a casa.
Il 22 Maggio tu non c'eri già più. Ho ripensato a quella sera.
Al fatto che avevo atteso per 45 anni quel momento, e quando è arrivato non me ne importava più nulla.
Avevo perso te, niente altro contava.
Prima, mi appariva scontato che, se questo momento prima o poi fosse arrivato, tu saresti stato lì con me a festeggiarlo.
Così non è stato.


E oggi non riesco a guardare a queste cose con lo spirito di prima.
La passione è Fuoco, e quel Fuoco non c’è. Non c’è più, almeno per ora.


Gli amici (dell’Inter Club e non) ci hanno regalato, a me e alla tua mamma, l’abbonamento.
Torneremo allo stadio, dopo un anno di pausa per poter stare con te e vederti crescere.
Ci torneremo nella nostra nuova vita dopo di Te.
Ci torneremo grazie ad un Inter Club che dal prossimo anno porterà anche il Tuo nome.
E per questo, e per il regalo di ieri sera, non posso smettere di ringraziare gli amici che l’hanno voluto e l’hanno fatto. Sarà un altro modo di portarti con noi.


Non l’ho fatto davanti a loro, ma non mi vergogno di dirlo qui: tornando alla macchina ho pianto.
Come la sera del 22 Maggio.


Ciao Amore Mio.
Un Bacio.

22 luglio 2010

Un Mattino

Ciao cucciolino mio bello,
stamattina voglio solo abbracciarti e darti un bacio.

Oggi c'è un bel sole e si avvicinano le vacanze.
Ieri mamma e Ali sono state in piscina quasi tutto il giorno.
La Iaia studia per Settembre.
Io ho lavorato.

Tu ci manchi.
Ci manchi da morire.
Il Dolore è sempre con me.
Il Dolore che porta con sè il senso del Vuoto.
Un vuoto nel letto.
Un vuoto nella stanza dei giochi.
Una sedia vuota.
Un posto in macchina vuoto.

Conservo in borsa la tua armonica a bocca, l'armonica in Mi con cui tu gironzolavi per la casa, soffiando e soffiando fino a che non ne tiravi fuori dei suoni, delle note.

E' una cosa che è e resterà tua.
Un pezzo di te e della tua vita che porto con me.
Insieme a quello che mi porto dentro, di te.

Stacci vicino amore nostro,
un bacio dal tuo papà.

20 luglio 2010

Per Te

Per te
rimango immobile.
Solo come l’abete nel grigio inverno.
Echi di ruscelli che
impetuosi correvano al mare.
Per te sono rimasto immobile.

Non c’è vento che
porti la danza delle foglie.
Non c’è sole che
dia colore alle stagioni.
Né volo d’uccelli
che dia il senso del canto.
Rimane tutto immobile.
Come immagine del passato.

Solo resta
l’eco di ruscelli che
impetuosi correvano al mare.

19 luglio 2010

C'è un momento

C'è un momento che ricordo più di ogni altro.
Un momento che più di ogni altro mi fa sentire il Vuoto della tua assenza.

Io che mi siedo sul parquet (nella casa vecchia) a gambe incrociate.
Tu che gironzoli per la casa e poi decidi di venire a sederti lì.

A volte semplicemente perchè hai voglia di sederti.
Altre volte perchè ti chiamo.
Altre volte perchè devi metterti le scarpette (le tue "papie" o "peppe"), per uscire.

Tu ti avvicini, poi ti giri, e ti vieni a sedere sulle mie gambe in retro.

In retro, era questo che mi faceva impazzire. Arrivavi, ti avvicinavi girato, facevi due passettini all'indietro e poi ti siedevi.

Come in questa foto, scattata quando il 20 Febbraio (di quest'anno) ti dovevo portar fuori, insieme all'Ali, a fare la sfilata di Carnevale, vestito da pulcino, e dovevo metterti le scarpe. 



Tra l'altro, siamo anche arrivati in ritardo alla partenza della sfilata, e nel tragitto da casa alla partenza tu ti sei addormentato sul passeggino, e hai dormito tutto il tempo.
Fino quasi al ritorno a casa.

Ciao patata bella.
Un bacio da papy.

18 luglio 2010

Il bagnetto in piscina

Ciao cucciolo bello,
oggi io e la tua mamma siamo andati a goderci il regalo che le ho fatto per il suo compleanno: una mattinata nelle piscine del centro benessere a Monticello, con tanto di massaggio.

E' stato sicuramente bello e rilassante, mentre stavo nella piscina con idromassaggio pensavo a quanto sarebbe piaciuto anche a te essere lì dentro con noi.
A te piaceva stare nell'acqua, dal bagnetto non volevi mai uscire.

L'estate scorsa a Naturno ti sei fatto tanta piscina, sia quella al coperto che quella all'aperto.

Era più o meno un anno fa, ti portavamo nelle vasche con il tuo bel costumino contenitivo azzurro, e tu te la godevi un sacco a stare nell'acqua, con le tue sorelline, con me o la mamma, con il nonno Livio.


Qui pucciavi i piedini insieme all'Alice, ogni tanto ti riportavamo alla sdraietta a mangiare qualcosa (cibo adatto a un bimbo di un anno, come ad esempio un bel wurstel da ciucciare, il sangue teutonico non ti mancava di sicuro) oppure a fare un pò di nanna-poppìo, o ancora a giocare a palla con papy (la palla azzurra piccola da pallanuoto).



Ti divertivi come un matto, e anche noi.

Amore mio bello, mi mancano e mi mancheranno tanto, e per sempre, i tuoi sciaff sciaff nell'acqua della piscina.

Ciao cuccioletto mio.
Tra poco torno sulla tua Riva a trovarti.

Un bacio dal tuo papy.