25 dicembre 2010

Il Tuo Regalo

E’ Natale, eppure non lo è.
E’ Natale, e il mio solo pensiero è per una macchinina.
Il Tuo regalo di Natale, in questo Natale in cui siamo lontani da te, te lo porterà la tua Nonna.

Una macchinina che stamattina verrà a portarti, e che rimarrà lì con te.
Insieme ai tuoi fiori, alla tua coroncina di Natale, all’alberello con la neve.
A fianco alla tua foto.
Questo è il mio solo pensiero oggi: noi, il tuo papà e la tua mamma, le tue sorelline, i tuoi nonni Livio e Carla siamo a Merano.
Sono passato a farti gli Auguri il 23 mattina, prima di partire.
La tua Nonna Amalia provvederà a portarti il suo piccolo Dono.
Ciao Amore Mio.

24 dicembre 2010

Buon Natale

Auguri, Tesoro Mio.
Tanti Auguri e un bacio.






Mi manchi tanto, e questo Natale non so quanto sarà tale.

19 dicembre 2010

Tutte le rose sono bianche come la mia pena

Caro piccolo Amore Mio,
ieri e oggi sono passato a trovarti.
La tua tomba è ricoperta di neve, e anche la tua foto era per metà sommersa.
Ho sempre amato la Neve, e anche a te piaceva: lo scorso inverno ogni volta che uscivamo e fuori c'era la neve tu te ne arraffavi un pugno e ti mettevi a ciucciarla.
E quando invece stavamo in casa eri sempre affacciato alla porta finestra del terrazzo a guardarla.



E' stato un magnifico Inverno, e una magnifica vacanza di Natale. Non ce ne sarà mai più un'altra così.
Non senza te.

Qualche giorno fa ho anche ritirato fuori la Wii, che la tua mamma ci ha regalato lo scorso Natale, perchè la tua sorellina Alice voleva rigiocarci.
Dal giorno del trasloco non l'avevamo ancora tirata fuori dagli scatoloni, e adesso dopo 9 mesi è successo.

Non lo avevamo ancora fatto, perchè era un gioco che a te faceva impazzire: volevi avere anche tu il telecomando della Wii, e siccome non te lo volevamo dare ti davamo il telecomando della televisione; e tu fingevi di comandare i movimenti con quello, agitandolo come facevamo io e l'Alice o la Maya, le tue amate sorelline.
Eri buffo e tenerello quando ti accorgevi che non muovevi niente con quello, e naturalmente ti incazzavi come una iena e urlavi.

E' solo una delle tante cose che ci ricordano te e che mi spaventano, ce ne sono troppe.

Sono senza una parte di me stesso.
La parte più bella e più pura.
Mi ha lasciato insieme a te.
Con lei se n'è andata la leggerezza.
Con lei se n'è andata l'innocenza.

Forse torneranno, o forse no.
Forse rimarranno per sempre sepolte sotto una coltre di neve.
Invisibili.

Un bacio, Amore Mio.
Tesoro cuccioletto.

6 dicembre 2010

Tra le mie braccia


Imparare in un momento solo, capire che non sei più tra le mie braccia.
E che non lo sarai più.

Sapere che non c'è domani tra noi.
Non più.

Che l'Oceano verde è dietro le spalle.
Non l'ho davanti a me.

Maledire tutto, maledire ogni cosa.
Maledire la Fine perché è Fine.
Maledire la Bugia per cui la Fine è un nuovo Inizio.

Io avevo bisogno di te, qui.
Non ci sono altre Verità, altre Opinioni.
Non mi interessano.

Io volevo te, qui. Ora.

Non bugie.

3 dicembre 2010

Verso il Natale

Si avvicina il Natale. 
Lo temo, ma non posso non ricordare il mio piccolo Angioletto in versione Pommyrenna. 
Qui un anno fa con il suo amicone Gabri.


Ciao Cucciolo Mio.
Mi manchi tanto, Amore adorato del tuo papy.

16 novembre 2010

La Vita non può essere sempre uguale

Ciao Amore Mio,
mio Cucciolo bello e adorato.

La Vita non può essere sempre uguale.
Questo è quello che mi hanno detto, questo è quello che ad una cara amica è stato detto in un sogno.

La Vita non può essere sempre uguale.
E un attimo, un infinitesimo ed insignificante attimo, basta a cambiarla.

E’ difficile anche capirlo, dopo, qual è quell’attimo.

Io penso prima di tutto ad una Domenica, una Domenica nemmeno troppo qualsiasi, perché è Pasqua.
E’ la Domenica di Pasqua, il 4 Aprile 2010.
Io e te, Amore Mio, dai nonni, tu con il tuo giubbettino da motociclista.
Tu che giochi con le macchinine in quella che era stata la mia camera, insieme al tuo cuginetto Mattia.
Verso sera, tornati a casa, penso ad una mano sulla tua fronte e alle parole che cambiano per sempre una vita. 
“Mi sembra un po’ caldo”.

Il primo attimo, infinitesimo ed insignificante mentre lo vivi, che cambia una Vita.

Il secondo attimo, 9 giorni dopo, il 13 Aprile. 
9 giorni di antivirali e antibiotici.
E’ un martedì mattina e io arrivo al lavoro, in Lorenteggio. 
Il tempo di sistemare le mie cose, prendere un caffè, e arriva una telefonata.
E’ Mamma. 
“E’ ancora caldo, io lo porterei in Ospedale”.
Il secondo attimo è questo. 

E’ quello definitivo.

Nessuno può dire per certo che qualcosa che gli sta accadendo in un dato momento cambierà la sua vita.
Questo è quello che è accaduto, però.
La Vita è cambiata in quel preciso momento.
E niente potrà restituirci quella che è stata la Vita di prima.
Niente potrà restituirmi nemmeno gli attimi sprecati nella vita di prima.
Ma io non sapevo, non potevo sapere.
Se solo avessi saputo.

27 ottobre 2010

Chissà

Chissà se da dove sei adesso mi stai vedendo, anche se io non posso più farlo.

Chissà se c’è qualcuno che ti sta tenendo per la manina, adesso che io non posso più farlo.

Chissà se qualcuno ogni tanto ti costruisce coi legnetti dei castelli,
perché tu possa abbatterli in un attimo,
adesso che io non posso più farlo.

Chissà se c’è qualcuno che ti fa ascoltare della Musica tenendoti in braccio,
fino a che tu non ti addormenti placidamente,
adesso che io non posso più farlo.

Chissà se qualcuno ti lancia le macchinine sui piedini,
o ti aiuta a infilarle una ad una nel camion che porta le auto,
adesso che io non posso più farlo.

Chissà se qualcuno si addormenta su un divano con te sdraiato sulla pancia,
adesso che io non posso più farlo.

Chissà se tu puoi parlarmi con la tua meravigliosa vocina,
anche se io non posso più sentirti.

Chissà se tu puoi ascoltare le cose che ti dico
quando sono di fronte alla tua tomba.

Chissà se tu puoi sentirmi quando canto e suono la chitarra che tu amavi alla follìa.

Chissà se c’è qualcuno che ti mette il bavaglino e ti dà la pappa
adesso che non possiamo più farlo io, la tua mamma o la tua Iaia.

Chissà se qualcuno sta dentro una vasca a fare il bagnetto con te
se non possiamo più farlo noi.

Chissà se qualcuno ti tiene in braccio riempiendoti di baci
adesso che non possiamo più farlo noi.


Chissà dove sei ora, Amore Mio.

 E chissà dove sono
e dove sarò io.